sabato 21 ottobre 2017

Bilancio Ajax 2016/2017: utile record con la plusvalenza di Arkadiusz Milik.



Luca Marotta

L’Ajax ha chiuso con un utile record il bilancio relativo all’esercizio 2016-17, segnando il ritorno al risultato positivo dopo la perdita del 2015-16.

Il bilancio consolidato 2016-17 dell'Ajax si è chiuso evidenziando un risultato positivo di Gruppo per Euro 49.739.000, al netto delle interessenze di terzi; mentre, nell’esercizio precedente il risultato del Gruppo era negativo per Euro 497 mila. Il fatturato netto mostra un incremento di 24,8 milioni di Euro, da 93,4 milioni di Euro a 118,2 milioni di Euro.
A determinare il risultato positivo record sono state le plusvalenze pari a 78.6 milioni di Euro. La finale di UEFA Europa League ha permesso l'incremento dei ricavi da competizioni europee che sono aumentati complessivamente di 15,8 milioni di Euro.
Comunque, le cifre del bilancio 2016-17 ribadiscono che l'Ajax è un club sano, dal punto di vista economico, finanziario e patrimoniale.

I ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità, per la seconda volta consecutiva nella storia del club, hanno superato i 25 milioni di Euro, assestandosi a 29,1 milioni di Euro.

Dal punto di vista sportivo, nel 2016-17, l’Ajax è stata eliminata nei Play off di Champions League ed ha partecipato alla fase a gironi della UEFA Europa League, giungendo in finale, persa col Manchester United. Per quanto riguarda il campionato l’Ajax è giunta seconda in Eredivisie con 81 punti e si è qualificato per la stagione 2017-18 ai preliminari della UEFA Champions League. Nella coppa nazionale (KNVB beker) l’Ajax ha perso agli ottavi di finale col Cambuur.

Il Gruppo.

“Amsterdam Football Club Ajax N.V.” è una società quotata in Borsa (“EuroNext Amsterdam”) dal 1998, con sede ad Amsterdam in Arena Boulevard 29. I principali soci sono: l’Associazione AFC Ajax ("Amsterdamsche Football Club Ajax")che controlla il 73%; Delta Lloyd N.V. con 8,56%; Invesco con 5,01%; Strating 6,02%; NN Group 5,29% e flottante la parte restante.

Fino al 2015 le società del Gruppo consolidate, con sede in Amsterdam, erano le seguenti:
- Teucrus BV: holding intermedia (controllata al 100%);
- Football Merchandising & Promotion Zuid Oost BV: attività di merchandising (controllata al 100%);
- Tekmessa BV: sfruttamento dei diritti di immagine dei giocatori (partecipazione del 100%);
- Exekias BV: sfruttamento dell’ “Ajax Experience” (controllata al 100%);
- Eurysakes BV: gestione del “Fanshop Ajax”, su Internet e vendita per corrispondenza (controllata al 100%).

A partire dal 10 Maggio 2016 (la data di fusione) con effetto retroattivo al 1 Gennaio 2016 è stata effettuata una fusione tra AFC Ajax NV (società acquirente) e le sue controllate: Teucrus BV; Football Merchandising & Promotion Zuid Oost BV; Tekmessa BV; Exekias BV ed Eurysakes BV (società che scompaiono).
A decorrere dalla data di fusione le attività delle aziende sono proseguite con AFC Ajax NV.

La controllata consolidata estera è:
- Ajax Cape Town Ltd., Città del Capo, Sud Africa: che è una squadra di calcio, controllata al 51%.
Per quanto riguarda la società sudafricana Ajax Cape Town Ltd, controllata al 51%, essa ha fatto registrare un risultato positivo complessivo di 0,6 milioni di Euro. Il fatturato è stato pari a 3,1 milioni di Euro, di cui € 1,7 milioni per ricavi televisivi, € 0,8 milione per sponsorizzazioni e il resto da vendita dei biglietti, merchandising e premi. Il costo del personale è stato pari a € 2,4 milioni.

Nell’attivo del bilancio consolidato il valore delle partecipazioni è di € 4.166.000 (€ 6.366.000 nel 2015/16. Tali partecipazioni riguardano circa il 13,2% di Stadion Amsterdam NV per € 2.800.000 (€ 5.000.000 al 30.06.2016).
Il Gruppo Ajax possiede circa 20.000 certificati azionari di tipo F della società Stadion Amsterdam NV del valore nominale di 454 Euro cadauna per un valore nominale complessivo di € 9.075.604. Tale valore è esposto in bilancio per € 2.800.000 (€ 5 milioni nel 2015/16), in base ad una relazione di stima. Sulla base del rapporto di valutazione esterna, avvenuta nell’ambito di una proposta di vendita di alcuni certificati azionari dal Comune di Amsterdam all’Ajax, il valore della partecipazione in “Stadion Amsterdam NV” nel 2016/2017 è stato determinato in 2,8 milioni di euro. Ciò ha comportato una svalutazione della partecipazione in Stadion Amsterdam NV per un importo di 2.200.000 euro.

Nel 2009/2010 è stato acquistato un certificato azionario A della società Stadion Amsterdam NV, per un importo di 225 100 Euro. Nel 2014/2015 sono stati acquistati tre certificati azionari A della società Stadion Amsterdam NV, per un importo di 677.500 Euro; nel 2015/2016 sono stati acquistati due certificati della società Stadion Amsterdam NV per un importo complessivo di euro 450.000. L’importo totale di questi certificati è di 1.352.600 euro. Il certificato azionario A, dà diritto a tempo indeterminato ad uno skybox con 10 posti e parcheggio riservato.

Tra le partecipazioni è inclusa un’interessenza in Eredivisie NV pari a 13.613 Euro, rappresentata da un certificato azionario del valore nominale di Euro 2.500. L’importo maggiore iscritto in bilancio rispetto al valore nominale è a titolo di sovrapprezzo.

AFC Ajax NV è socia della “Coöperatieve Contractpartners XXVI U.A.”.

Il Valore dell’Ajax.

Il grafico seguente, tratto da Euronext (Link:  https://www.euronext.com ) mostra l’andamento della quotazione in borsa dal 16-10-2012 al 16-2017.


I numeri  di borsa dicono che il valore dell’Ajax è aumentato.
La capitalizzazione di Borsa dell’Ajax al 16.10.2017 è di circa 186,9 milioni di Euro, con una quotazione di 10,195 Euro.. La capitalizzazione di Borsa dell’Ajax al 13.12.2016 era di circa 159 milioni di Euro, con una quotazione di 8,675 Euro. Dal giorno 01/07/2016 al giorno 30/06/2017, il valore più alto della quotazione è stato di 11,50 Euro il 20/07/2017 e quello più basso è stato di 8,161 Euro il 04/07/2016.
La capitalizzazione di mercato di AFC Ajax al 30 giugno 2017 era di € 207 milioni; mentre, la capitalizzazione di mercato di AFC Ajax al 30 giugno 2016 era di € 155,8 milioni.

Secondo la classifica BrandFinance® Football 50 2017 il valore del brand dell’Ajax è di 129  milioni di Euro.

La Strategia.

La Strategia dell’Ajax punta sullo sviluppo del settore giovanile. L’obiettivo è quello della formazione e l’affermazione di giovani talenti che vengono venduti con realizzo di plusvalenze.
Contemporaneamente, si cerca di perseguire anche l’obiettivo di vincere, con un ‘giuoco’ offensivo e attraente, nelle varie competizioni con una squadra giovane.
La formazione è stata e rimane la priorità principale.
Pertanto l’obiettivo è quello di attrarre non solo i migliori talenti, ma anche allenatori e gli specialisti che eccellono nello sviluppo dei giovani calciatori, in modo tale che Ajax diventi la scelta privilegiata per i grandi talenti.
Gli Amministratori ritengono che questa strategia renda attraente l’Ajax anche per i tifosi e i partner commerciali, creando valore.
Gli Amministratori elencano quelli che sono i Valori fondamentali del club: 1) voler essere i migliori, con una mentalità vincente; 2) pensare offensivo;, nel senso di prendere sempre l'iniziativa; 3) Far crescere i talenti; 4) puntare a rafforzarsi, lavorando insieme, ognuno con le proprie competenze uniche e usando le qualità dell'altro, prestando attenzione all'individuo e al suo sviluppo; 5) mostrare leadership; mostrando rispetto per se stessi, gli altri e l’ambiente; 6) avere la mentalità di Amsterdam.

Dal punto di vista finanziario l’Ajax persegue una gestione economica equilibrata con l’obiettivo del pareggio e una crescita del valore del brand.

La continuità aziendale.

La Relazione della società di revisione Deloitte Accountants B.V. non contiene riserve, rilievi o richiami sul tema della continuità aziendale.

Lo Stato Patrimoniale.

 


La struttura dello stato Patrimoniale è solida. Il Patrimonio Netto, positivo per € 158,87 milioni (€ 108,94 milioni nel 2015-16), finanzia il 64,6% dell’attivo (63,9% nel 2015-16). La variazione in aumento è di € 49,9 milioni ed è dovuta essenzialmente all’utile dell’esercizio.

I debiti bancari sono di modesto importo, perché ammontano complessivamente solo a € 29 mila (€ 48 mila nel 2015-16). La maggior parte delle passività (31,1%) riguarda i risconti passivi correnti per ricavi anticipati per abbonamenti, Sky Box, aree ospitalità e business, sponsorizzazioni. I risconti passivi correnti ammontano a € 27,1 milioni (€ 23,79 milioni nel 2015-16).
Le disponibilità liquide, pari a € 62,65 milioni (€ 70,27 milioni nel 2015/16), rappresentano il 25,5% (41,2% nel 2015/16) dell’attivo.
Dal 2016/17, nel bilancio fanno la comparsa investimenti per € 25.174.000, che riguardano un portafoglio di investimenti detenuto presso una banca. La banca è responsabile della gestione di tali investimenti a spese ea rischio di Ajax, sulla base di direttive di investimento preesistenti.
Il capitale circolante netto è positivo per € 76,3 milioni (€ 41,7 milioni nel 2015-16).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra passivo non esigibile (patrimonio netto) e debiti totali determina l’indice di indebitamento. Il valore ideale deve muoversi all’intorno di 1.
Nel caso dell’Ajax è uguale a 1,82 (1,77 nel 2015/16).
I mezzi propri sono nettamente superiori al capitale di prestito.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. 
Nel caso dell’Ajax è uguale a 2,82 (2,77 nel 2015/16). Il totale dei beni a disposizione è abbondantemente superiore al passivo esigibile.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso dell’Ajax è uguale a 2,06 (1,78 nel 2015/16). Ciò vuol dire che l’attivo a breve è in grado di pagare i debiti a breve.

Il Valore della Rosa.




Il valore contabile della rosa al 30 giugno 2017 è di € 54,6 milioni (€ 47,2 milioni nel 2015/16) e registra un incremento di circa € 7,4 milioni, La variazione è dovuta ad investimenti per € 39,8 milioni, cessioni per un valore contabile netto di € 14,4 milioni e ammortamenti per € 18,1 milioni.

Gli investimenti hanno riguardato l’acquisto di Hakim Ziyech (FC Twente), Mateo Cassierra (Deportivo Cali), Davinson Sanchez (Atlético Nacional), David Neres (31 gennaio, Sao Paolo FC).

Nel 2016/2017 sono stati ceduti: Arkadiusz Milik (SSC Napoli); Riechedly Bazoer (Wolfsburg),
Jasper Cillessen (FC Barcelona), Nemanja Gudelj (Tianjin Teda FC), Anwar El Ghazi (Lilla), Mike van der Hoorn (Swansea City).


Le Immobilizzazioni materiali.

Le immobilizzazioni materiali ammontano a € 14,39 milioni (€ 14,49 milioni nel 2015-16) e incidono per il 5,8% sull’attivo totale.
I terreni e i fabbricati sono esposti per € 10,4 milioni (€ 11,16 milioni nel 2015-16); gli impianti e i macchinari sono pari a € 170 mila (€ 142 mila nel 2015-16); gli altri beni materiali risultano pari a € 3.087.000 (€ 2,34 milioni nel 2015-16) e le immobilizzazioni materiali in corso ammontano a € 686 mila (€ 849 mila nel 2015-16).
Il costo storico della voce terreni e fabbricati è di € 25,53 milioni (€ 30,3 milioni nel 2015-16). La voce fabbricati include migliorie beni di terzi e gli interessi che vengono ammortizzati in un periodo di 10 anni.

Il Rendiconto finanziario consolidato.



La variazione delle disponibilità liquide è stata negativa per € 7.619.000 (€ 9.872.000 nel 2015-16).
Tale variazione è dovuta a flussi di cassa positivi generati dall’attività operativa per € 22.523.000 e a flussi di cassa negativi dall’attività di investimento per € 30,2 milioni, a causa dell’acquisto di calciatori che hanno assorbito 46,7 milioni di Euro. L’attività di finanziamento ha generato flussi di cassa negativi per € 10 mila. Le differenze di cambio sulle disponibilità liquide hanno generato flussi positivi per € 68 mila.

Il Conto Economico.




Complessivamente i ricavi derivanti dall’attività calcistica, esclusi ricavi TV e commerciali, aumentano da 39,9 milioni di Euro a € 55.575.000.
I ricavi derivanti dalla vendita di biglietti per le gare di campionato, coppa nazionale e amichevoli diminuiscono da € 6,7 milioni a circa € 5,44 milioni. Gli incassi relativi alle gare di campionato sono aumentati di 300 mila Euro, a causa della politica di riduzione dei prezzi. Gli incassi relativi alla Coppa nazionale hanno registrato una riduzione di 600 mila Euro, per il minor numero di partite. Gli incassi delle gare amichevoli sono diminuiti di € 400 mila.
Il numero medio degli spettatori a partita è stato di 48.945 (47.882 nel 2015/16 e 48.062 nel 2014/15), per uno stadio che ha una capacità di 54.033 spettatori.
Invece, i ricavi da gare per competizioni Europee aumentano di € 5.795.000, da € 4,7 milioni a € 10,49 milioni, a causa della partecipazione alla finale di UEFA Europa League. In UEFA Champions League, al terzo turno preliminare l’avversario è stato: PAOK Salonicco; agi spareggi dei play-off, l’avversario è stato: FC Rostov; mentre nella fase a gironi, di UEFA Europa League gli avversari incontrati sono stati: Panathinaikos Standard Liegi, Celta de Vigo; nei sedicesimi Legia Varsavia; negli ottavi di finale di FC Copenaghen; nei quarti di finale FC Schalke 04; nella semifinale Olympique Lyon e in finale Manchester United.

Per quanto riguarda i premi per la partecipazione a competizioni Europee, essi ammontano a € 15,5 milioni, nella stagione 2015-16, ammontavano a € 5,5 milioni.
Secondo il comunicato UEFA relativo alla distribuzione dei proventi UEFA Europa League 2016/17 all’Ajax spettano complessivamente € 16.194.703, di cui € 3.800.703 per il Market Pool della stessa Europa League. Mentre, il comunicato UEFA relativo alla distribuzione dei proventi UEFA Champions League 2016/17, assegna all’Ajax l’importo di € 3.943.000, di cui € 943.000 per il Market Pool olandese della Champions League.

I ricavi per abbonamenti, pari a € 11.296.000 (€ 11.069.000 nel 2015/16), sono aumentati del 2,1%. Il numero degli abbonamenti è stato pari a 36.322 (35.854 nel 2015/16 e 37.996 nel 2014/15).
I ricavi per le aree business e skybox aumentano del 6,7%, da € 10.132.000 a € 10.814.000. Il fatturato relativo agli Skybox è aumentato di 100 mila Euro, da € 3,6 milioni a € 3,7 milioni, mentre i ricavi per le aree business è aumentato di 600 mila Euro, da € 6,5 milioni a € 7,1 milioni. Se si considerassero anche tali posti riservati, unitamente agli abbonamenti, si avrebbe uno stadio con 39.439 posti riservati (38.511 nel 2015-16; 40.595 nel 2014-15; 41.985 nel 2013-14; 42.856 nel 2012-13).
Gli altri ricavi relativi al calcio ammontano a € 2,1 milioni; mentre, nell’esercizio precedente erano pari a € 1,8 milioni. Tali ricavi includono i rimborsi per le convocazioni nelle squadre nazionali per € 200 mila (€ 700 mila nel 2015/16); il prestito di calciatori per € 1 milione (€ 100 mila nel 2015/16) e ricavi di ristorazione per € 500 mila (€ 700 milioni nel 2015/16).
I ricavi televisivi, che comprendono anche i ricavi internet, aumentano di 2,3 milioni di Euro, da € 12,3 milioni a € 14,6 milioni. I ricavi televisivi nazionali ammontano a € 8,9 milioni, restando sostanzialmente invariati. I ricavi televisivi Europei aumentano di € 2 milioni, a causa del raggiungimento della finale della UEFA Europa League. Tali ricavi dovrebbero comprendere il Market Pool di UEFA Champions League 2016/17 per circa 943 mila Euro e il Market Pool della. UEFA Europa League 2016/17 per circa 3.8 milioni di Euro.

I ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità sono pari a € 29.126.000 (€ 26.724.000 nel 2015-16). L'aumento è dovuto a nuovi sponsor come Suitsupply e Zillertal e maggiori proventi da sponsor esistenti come Friends Lottery, TUI e ABN AMRO. Ziggo e Adidas hanno pagato bonus extra a causa delle prestazioni europee.
Per il 2016/17, gli sponsor principali sono stati: Ziggo e ‘adidas’. ed hanno contribuito con un fatturato di 13,1 milioni di euro (2015/2016 11,9 milioni di euro), pari all’ 11,1% del fatturato netto totale (2015/2016 12,7%). Tra i partners si segnalano: ABN AMRO; CST; Huawei, Suitsupply e Zillertal e Jupiler.
La stagione 2015-2016 è stata la seconda stagione completa con Ziggo sulle maglie.

L’aumento delle vendite di articoli di merchandising è di € 900 mila da € 12,7 milioni a € 13,6 milioni, causa di un aumento dei prezzi di vendita.

I costi operativi totali, esclusi gli ammortamenti dei calciatori, risultano aumentati del 18,4%, da 92,77 milioni di Euro a 109,85 milioni di Euro, comunque sempre meno dell’incremento del fatturato netto che è stato del 26,5%.
I Costi del Personale aumentano del 17,5%, da € 46,9 milioni a € 55,1 milioni. Gli stipendi dei calciatori sono aumentati di 3,2 milioni di euro; mentre, i sono aumentati di 2,3 milioni di euro. L'aumento del costo del personale tecnico e del personale medico è stato di 1,9 milioni di euro è dovuto a maggiori benefici e premi.Il rapporto tra costi del personale e fatturato netto è ottimo, essendo pari al 46,6% (50,2% nel 2015-16), ed è conforme al Regolamento sul Fair Play Finanziario.
Gli ammortamenti e le svalutazioni delle immobilizzazioni materiali sono pari a € 3.180.000 (€ 2.729.000 nel 2015-16).
La voce relativa agli altri costi operativi include il costo del venduto, gli altri ammortamenti e gli oneri diversi di gestione. Gli oneri diversi di gestione ammontano a € 44,58 milioni (€ 35,96 milioni nel 2015-16). Tale voce include: i costi relativi alle gare e calciatori in prestito pari a € 17.292.000 (€ 14.098.000 nel 2015-16); gli altri costi del personale per € 5.627.000 (€ 2.666.000 nel 2015-16); gli affitti e spese per fabbricati per € 11.352.000 (€ 10.387.000 nel 2015-16) e i costi di gestione e amministrazione pari a circa € 10.310.000 (€ 8.807.000 nel 2015-16).
Il costo del venduto dei prodotti a marchio Ajax e altri è diminuito da € 7.170.000 a € 6.994.000.

Le imposte sul reddito risultano negative per € 17,2 milioni (positive per € 174 mila nel 2015/16).

Il Player Trading.

 


L’Ajax, nel 2016-17, ha realizzato un risultato da “player trading” positivo per € 60,5 milioni, mentre, nel 2015-16, era negativo per € 1,9 milioni. Il risultato è determinato dalla somma algebrica degli ammortamenti dei calciatori e del risultato della cessione economica sui diritti alle prestazioni dei calciatori.
Gli importi relativi alle quote di ammortamento sono aumentati di € 3,5 milioni, da € 14,6 milioni a € 18,1 milioni. Ciò è stato causato dall’acquisto di giocatori con elevate quote di ammortamento, come Hakim Ziyech, Davinson Sanchez, David Neres e Mateo Cassierra.
Il risultato della cessione calciatori consiste principalmente nell'ammontare dei ricavi netti al netto delle commissioni di trasferimento, meno il valore di carico del giocatore in questione.
In definitiva, nel 2016/17, l’importo delle plusvalenze, pari a € 78,6 milioni (€ 12,6 milioni nel 2015/16; € 27,3 milioni nel 2014/15), è riuscito a coprire il costo annuale dei cartellini ed è stato decisivo per la determinazione dell’utile finale.
Nel 2016/2017 le cessioni hanno riguardato Arkadiusz Milik, Jasper Cillessen, Riechedly Bazoer, Anwar El Ghazi e Davy Klaassen si sono trasferiti rispettivamente a SSC Napoli, FC Barcelona, VF Wolfsburg, Lille OSC e Everton FC.

Conclusioni.

L’equilibrio economico dell’Ajax è basato sul Player Trading, alimentato dalla strategia aziendale che punta sui giovani, ma altro fattore importante è la partecipazione alle Competizioni UEFA.
In effetti i conti del 2016/17 hanno risentito positivamente del notevole risultato positivo della cessione dei calciatori e della partecipazione alla finale della UEFA Europa League.

Per il 2017/18 l’Ajax ha perso al terzo turno preliminare con il Nizza ed ha perso agli spareggi di UEFA Europa League 2017/18 con il Rosenborg. Per la gestione economica 2017/18, molto probabilmente sarà ancora una volta importante il Player Trading.
Per quanto riguarda le aspettative degli amministratori dell’Ajax prevedono un risultato operativo negativo per l'esercizio finanziario 2017/2018. Tuttavia, le cessioni nel 2017/2018 di Davinson Sanchez, Jairo Riedewald e Kenny Tete, giustificano l'aspettativa di un modesto risultato netto positivo.
Per la stagione 2017/2018, Ajax ha emesso 43.370 abbonamenti, con un incremento di 3.931.


Bisogna evidenziare che per quanto riguarda il Fair Play Finanziario, l’Ajax non presenta criticità.

sabato 14 ottobre 2017

Bilancio A.S. Roma 2016/17: problemi col rispetto del Settlement Agreement.



Luca Marotta


Il Bilancio consolidato al 30 giugno 2017 di AS Roma Spa si è chiuso con una perdita netta di € 42 milioni (€ -13,98 milioni nel 2015/16) e con un Patrimonio Netto negativo per € 88,9 milioni (€ -117 milioni nel 2015/16).

Anche l’esercizio 2016/17 di AS Roma SpA è stato condizionato dal Settlement Agreement stipulato con l’UEFA in data 8 maggio 2015 e che fissava un Aggregate break-even result per il periodo 2014/15-2015/16 di 30 milioni di Euro ed il pareggio di bilancio per l’esercizio 2016/17.
Mentre nel 2015/16, per raggiungere l’obiettivo è apparsa decisiva la plusvalenza di € 28.272.000 realizzata con la cessione di Pjanic alla Juventus; per quanto riguarda il 2016/17, non è risultata sufficiente la plusvalenza realizzata con la cessione di Salah.

Gli Amministratori hanno scritto che il risultato aggregato 2016/17; 2015/16 e 2014/15 risulta “oltre la soglia prevista dall’Accordo transattivo. Pertanto, la Società sarà presumibilmente soggetta all’invio all’UEFA di maggiori informazioni economico-finanziarie e, successivamente, il CFCB potrà richiedere eventuali chiarimenti per le valutazioni del caso. Non essendo predeterminata una automatica applicazione di una sanzione a fronte di questo tipo di violazione, e a maggior ragione quale tipo di sanzione, non è oggi prevedibile quale decisione potrà essere assunta dal CFCB alla conclusione degli eventuali approfondimenti sopra descritti.”

Al 30 giugno 2017, l’indebitamento finanziario netto, è aumentato a 192,5 milioni di Euro e risulta superiore al fatturato netto consolidato. Le spese per il personale rappresentano l’82,9% del fatturato netto.

E’ molto probabile che la parte condizionata della sanzione patteggiata con l’UEFA, pari a € 4 milioni, risulti dovuta, perché nono sono state soddisfatte le condizioni previste nell’Accordo,

Il Problema dell’Accordo transattivo con l’UEFA

Con il Club Financial Control Body dell’UEFA, in data 8 maggio 2015, AS ROMA SpA ha stipulato un “Settlement Agreement”, ossia un accordo transattivo. In sintesi, A.S. Roma SpA, dopo aver riconosciuto e ammesso lo “sforamento” per il periodo di monitoraggio 2015/16, si è impegnata ad avere un deficit aggregato di bilancio massimo di Euro 30 milioni per gli esercizi 2014/2015 e 2015/2016 e si è impegnata a raggiungere il Pareggio di Bilancio, inteso come surplus o come perdita nei limiti della soglia di tolleranza, per il periodo di monitoraggio della stagione sportiva 2017/18 (relativo agli esercizi 2015/16, 2016/17 e 2016/17).
Oltre a subire delle limitazioni nella Rosa per le competizioni europee, A.S. Roma si è impegnata a pagare una sanzione di 6 milioni Euro, che già è stata trattenuta, per la parte non condizionata, dai ricavi conseguiti per le competizioni UEFA, a partire dalla stagione 2014/2015. La parte non condizionata ammonta a € 2 milioni. La parte condizionata pari a € 4 milioni, era previsto che non fosse dovuta se fossero state soddisfatte le condizioni previste nell’Accordo, tra cui il pareggio di bilancio.

La Proprietà.

AS Roma SpA è controllata, in base alla situazione aggiornata sulla base delle comunicazioni pervenute alla Consob fino al 16/08/2017, per il 78.038% da NEEP ROMA HOLDING SPA e la parte restante costituisce il flottante. Il Dichiarante ovvero il soggetto posto al vertice della catena partecipativa risulta: AS ROMA SPV LLC (società gestita da un Investor Committee formato da 5 componenti e amministrata dalla AS ROMA SPV GP LLC in qualità di managing member).


La continuità aziendale.

Il Regolamento del Fair Play Finanziario richiede che il bilancio consolidato sia certificato da un revisore esterno, e non presenti eccezioni relative alla continuità aziendale (‘going concern’).
Per Continuità Aziendale si può intendere la capacità di onorare gli impegni, ovvero l’attitudine dell’impresa a durare nel tempo.

Per attestare i presupposti della continuità aziendale, il Consiglio di Amministrazione della Società ha predisposto un revised budget per l’esercizio 2017/18 che prevede che la gestione aziendale, anche con il supporto dell’azionista di riferimento e, consentirà di reperire adeguate risorse finanziarie per continuare la normale operatività. I fabbisogni finanziari del Gruppo saranno coperti attraverso i flussi finanziari generati sia dall’attività ordinaria, che dall’ulteriore ricorso all’indebitamento finanziario. Inoltre, come già scritto nelle relazioni al bilancio precedenti, gli Amministratori hanno evidenziato, che qualora servisse della liquidità il club potrebbe vendere alcuni calciatori importanti, il cui valore contabile è ampiamente inferiore al valore di mercato. Secondo gli Amministratori il valore di mercato complessivo dei calciatori “rappresenta una solida base di sicurezza per la continuità aziendale”.

Pertanto, la società ed il Gruppo sono stati considerati in una situazione di continuità aziendale e su tale presupposto è stata redatto il bilancio.

Gli Amministratori hanno tenuto ad evidenziare che “l’azionista di riferimento, per il tramite della controllante Neep Roma Holding S.p.A., ad oggi non è mai venuto meno agli impegni assunti”.

Nel primo semestre dell’esercizio 2016/17, l’azionista di maggioranza Neep ha effettuato versamenti in conto futuro aumento di capitale per complessivi 70 milioni di Euro, che hanno permesso di superare la situazione creatasi al 31 dicembre 2016, per il bilancio della società, e prevista dall’articolo 2446 del Codice Civile (riduzione del capitale di oltre un terzo in conseguenza di perdite). Inoltre, l’Assemblea degli Azionisti di A.S. Roma del mese di ottobre 2017 sarà chiamata a deliberare, in sede straordinaria, l’approvazione di un aumento di capitale sociale scindibile a pagamento per un ammontare massimo di 120 milioni di euro. 


Il perimetro di consolidamento.

L’area di consolidamento del bilancio consolidato comprende i bilanci della Capogruppo A.S. Roma S.p.A. che controlla le partecipate Soccer Società in Accomandita Semplice di Brand Management Srl, al 99,98%, e ASR Media and Sponsorship Srl, all’11,34%. A sua volta, Soccer Società in Accomandita Semplice di Brand Management Srl controlla all’88,66%  ASR Media and Sponsorship Srl.

La Struttura Patrimoniale

La struttura patrimoniale mostra il prevalere delle passività sulle attività, con un patrimonio netto consolidato negativo. E’ presente una fortissima incidenza del valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, pari al 43,3%.  Il capitale circolante netto è negativo per 41,7 milioni di Euro, a causa di un circolante netto, al netto delle componenti finanziarie, negativo per 64,2 milioni di euro e di una Posizione finanziaria netta consolidata a breve termine positiva per 22,499 milioni di Euro.




L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 0,83 (0,75 nel 2015/16), ciò vuol dire che il valore contabile dei beni risultanti dal bilancio non è sufficiente a pagare i debiti. Tuttavia, gli Amministratori hanno ribadito che il valore di mercato dei calciatori è superiore al valore contabile.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,81 (0,48 nel 2015/16), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,57, inferiore alla soglia minima del 2017/18 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2018/19.
Nel caso in cui non fosse stata rispettata la soglia minima si sarebbe potuto colmare la differenza con versamenti in conto futuro aumento di capitale; aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato; finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci. Inoltre il rispetto degli altri due indicatori del Fair Play Finanziario italiano avrebbe potuto ridurre l’importo da colmare di 2/3.

Il Patrimonio Netto.

Uno degli indicatori del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario riguarda il Patrimonio Netto, che non deve essere negativo e qualora lo fosse, non dovrebbe evidenziare una situazione di deterioramento. Per quanto riguarda il bilancio consolidato 30 giugno 2017, il Patrimonio netto, comprensivo delle interessenze dei terzi, è negativo € 88,9 milioni. Tuttavia presenta una situazione in miglioramento rispetto al 2015/16; infatti, nel 2015/16 il Patrimonio netto consolidato era negativo per 117 milioni di Euro.
Nel 2014/15 era negativo per 102,3 milioni di Euro; nel 2013/14 era negativo per 81,3 milioni di euro; nel 2012/13 era negativo per 66 milioni di euro; nel 2011/12 era negativo per 52,5 milioni di euro e nel 2010/11 era negativo per 44 milioni di euro. Il trend di un Patrimonio Netto negativo in costante peggioramento, risulta fermato.
La variazione rispetto all’esercizio precedente è stata positiva per € 28,1 milioni, a causa principalmente della perdita di 42 milioni di Euro e ai versamenti in conto futuro aumento di capitale per € 70 milioni.
La “Riserva utili (perdite) attuariali” risulta negativa per 611 mila Euro (-€ 979 mila nel 2015/16), e accoglie gli adeguamenti operati al Fondo benefici futuri ai dipendenti, determinato da professionisti esterni e qualificati in base al principio contabile citato.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione è negativo, a causa del patrimonio netto consolidato negativo.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento della FIGC è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
La voce “debiti” riclassificata al 30.06.2017 ammonta a € 506,7 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 271,6 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,87, comunque superiore alla soglia massima consentita per il 2017/18 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,5. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2018/19.
E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Indebitamento, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 1,5, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

L’Indebitamento Finanziario Netto.

La Posizione finanziaria netta consolidata al 30 giugno 2017, è negativa per 192,5 milioni di Euro e risulta in peggioramento rispetto al dato 2015/16 che era negativo per 170,3 milioni di Euro.
La presenza di una posizione finanziaria netta negativa significa che i debiti finanziari pari a € 261,1 milioni superano le disponibilità liquide pari a € 51,8 milioni e i crediti finanziari pari a 16,7 milioni di euro.

L’indebitamento finanziario lordo, pari a 261,1 milioni di Euro (€ 190,7 milioni nel 2015/16), riguarda per la maggior parte il debito per il contratto di finanziamento, sottoscritto nel febbraio 2015 e modificato nel giugno 2017, con Goldman Sachs International e Unicredit S.p.A., per € 218.258.000, di cui € 5.287.000 a breve termine.
La parte restante riguarda: € 22.792.000 di euro, per finanziamenti bancari di breve periodo, nella forma di scoperti temporanei di conto corrente; € 1.118.000, per debiti verso banche e istituti finanziari, relativi all'addebito delle operazioni effettuate a mezzo carte di credito aziendale; € 1.012.000, per muti erogati dall’Istituo del Credito Sportivo per  per lavori di adeguamento del
Centro Sportivo di Trigoria; € 124 mila per debiti verso società di leasing e altri Istituti Finanziari ed € 17.780.000, verso la controllante Neep Roma Holding S.p.A..

Il debito verso Neep Roma Holding S.p.A. potrebbe fruttare interessi in futuro, nella misura massima del 10%, al raggiungimento di una predeterminata redditività da parte del Gruppo NEEP Roma Holding.
L’operazione di finanziamento denominata "Project Wolf", del 22 giugno 2017, che modifica il contratto di finanziamento sottoscritto in data 12 febbraio 2015 con Goldman Sachs International e Unicredit, ha consentito di utilizzare un incremento della linea di credito per un ammontare pari ad 68,6 milioni di euro. La data di scadenza è stata estesa sino al giugno 2022. La linea di credito erogata con il contratto di finanziamento è stata incrementata da Euro 175 milioni sino ad Euro 230 milioni e il tasso di interesse è rimasto invariato: Euribor 3 mesi, con un minimo di 0,75% e spread del 6,25%.

I crediti finanziari, pari a Euro 16,7 milioni, riguardano depositi su conti correnti posti a garanzia di impegni assunti nell’ambito del contratto di finanziamento sottoscritto con Unicredit e Goldman Sachs nel mese di febbraio 2015 e del suo accordo modificativo del 22 giugno 2017.

Per quanto riguarda il Fair Play Finanziario, in base all’art. 62 comma 4 del Regolamento, la U.E.F.A. può richiedere maggiori informazioni economiche e finanziarie e chiarimenti ai club che presentano un indebitamento finanziario (inclusi i crediti/debiti verso società calcistiche per la campagna trasferimenti) superiore ai ricavi. L’indebitamento finanziario netto, derivante dalla differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide, aumentato del saldo tra crediti e debiti da calciomercato non deve superare il totale dei ricavi. Pertanto, alla posizione finanziaria netta bisogna aggiungere il saldo tra debiti e crediti verso squadre di calcio, che, rispettivamente, sono debiti e crediti di funzionamento.



I crediti correnti verso società di calcio ammontano a € 87,5,1 milioni, di cui € 42 milioni verso il Liverpool ed € 33,4 milioni verso il Chelsea. I crediti non correnti verso società di calcio ammontano a € 23,5 milioni. Il club verso cui la Roma vanta il maggior credito è lo Zenit con 14,9 milioni, seguito dal Sassuolo con 7,8 milioni di Euro.
I debiti correnti verso società di calcio ammontano a € 79.616.000 (€ 77.097.000 nel 2015/16), di cui € 10,6 milioni verso il Fluminense ed € 8,2 milioni verso il Chelsea. I debiti non correnti verso società di calcio ammontano a circa € 49,45 milioni (€ 44,26 milioni nel 2015/16), di cui € 11 milioni verso il Feyenoord.
La posizione finanziaria netta negativa aumentata del saldo a debito verso squadre di calcio ammonterebbe a 210,6 milioni di Euro e risulterebbe superiore ai ricavi di esercizio.

La posizione finanziaria netta in rapporto all’EBITDA, che è positivo per € 44.269.000 (€ 66.288.000 nel 2015/16), nel 2016/17 peggiora da 2,57 a 4,35. In altre parole, la differenza tra ricavi e costi operativi, senza considerare gli ammortamenti, determinatasi nel 2016/17, se si ripetesse negli anni successivi, riuscirebbe a rimborsare il debito netto in quattro anni e quattro mesi circa.

Rendiconto Finanziario

La gestione 2016/17 ha determinato un flusso monetario complessivo negativo per € 22.195.000, che ha determinato il peggioramento dell’indebitamento finanziario netto da € 170.312.000 a € 192.507.000.
Infatti, il risultato prima delle imposte è negativo per € 36.096.000; il Flusso Monetario da Attività Operativa è stato negativo per € 20.518.000; gli Investimenti netti in diritti pluriennali alle prestazioni dei giocatori hanno determinato un flusso di liquidità negativo per € 9.035.000, determinato da acquisti, cessioni e variazioni di debiti e crediti verso società di calcio; il Flusso monetario dell'attività di investimento è stato positivo per € 5.606.000 e il Flusso monetario da attività di finanziamento è stato positivo per € 49.059.000, soprattutto a causa degli Incrementi di riserva c/futuro aumento di capitale pari a € 70.000.000.

 


Le attività finanziarie risultano aumentate di € 48.177.000 e il debito finanziario lordo risulta aumentato di € 70.372.000.

Altri Debiti.

AS Roma SpA, ai fini del Fair Play Finanziario non presenta problemi di “overdue payables”, perché gli Amministratori nella Relazione hanno scritto per quanto riguarda i Debiti Tributari che alla data di pubblicazione della Relazione Finanziaria Annuale “sono state regolarmente pagate imposte e ritenute correnti e rateizzate, e non risultano debiti tributari scaduti”; mentre, per quanto riguarda i Debiti verso Tesserati risulta corrisposta la retribuzione relativa alla mensilità di agosto 2017.

I debiti tributari correnti, al 30 giugno 2017, risultano pari a € 7,7 milioni, di cui € 4.852.000 per IRPEF corrente per ritenute su emolumenti oltre a € 66 mila per IVA rateizzata ed € 2.817.000 per IRAP.
I debiti verso il personale ammontano a 22,5 milioni di euro (€ 21 milioni nel 2015/16). Gli emolumenti dovuti al personale tesserato sono pari a € 19.847.000 (€ 18.236.000 nel 2015/16), per le mensilità relative a giugno 2017 oltre ai premi. Gli emolumenti dovuti al personale dirigente e dipendente sono pari a € 2.687.000 (€ 2.812.000 nel 2015/16) e sono relativi alla mensilità di giugno, a residue ferie maturate e a quota parte della 13^.
I Debiti verso Istituti Previdenziali sono pari a € 1.221.000 (€ 985 mila euro, al 30 giugno 2016), di cui € 1.153.000 verso l’INPS.
Esistono dei contenziosi importanti come quello con ‘BASIC ITALIA’, ex sponsor tecnico, per il quale gli Amministratori ritengono che non sia possibile effettuare una previsione sull’esito.

Il Valore della Rosa

Il valore netto dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 188.937.000, nel 2015/16 era pari a € 192.592.000.
La variazione è stata causata da investimenti per € 91,3 milioni (€ 125,9 milioni nel 2015/16); da cessioni per un valore contabile netto € 41,5 milioni (€ 21,5 milioni nel 2015/16) e da ammortamenti per € 53,4 milioni (€ 46,5 milioni nel 2015/16).
Il valore di cessione dei calciatori è stato di € 134.953.000 (€ 97.636.000 nel 2015/16).
Dal punto di vista finanziario gli investimenti nella rosa calciatori al netto dei disinvestimenti e delle variazioni dei crediti e debiti verso società calcistiche ed enti di settore hanno inciso sui flussi di cassa negativamente per un importo pari a € 9.035.000 (€ 4.299.000 nel 2015/16).




Tra gli investimenti effettuati risultano capitalizzati € 9.973.000 (€ 4.066.000 nel 2015/16) per oneri accessori di diretta imputazione per l’acquisizione dei diritti alle prestazioni sportive di calciatori, non condizionate alla permanenza degli stessi presso la Società. Al 30.06.2017, il costo storico di tali oneri, per i calciatori in organico è pari a 22.548.000 Euro (€ 17.631.000 nel 2015/16).
Gli Amministratori hanno ribadito che il valore di mercato dei diritti pluriennali dei calciatori, è superiore al valore contabile.

Al 30 giugno 2017, tra i calciatori col valore residuo contabile più elevato ci sono 70 calciatori oltre il valore contabile residuo di 9 milioni di Euro, precisamente: Gerson per € 16.265.000; Karsdorp per € 16.000.000; Dzeko per € 13.893.000; Pellegrini per € 13.165.000; Peres per 11.995.000; El Sharawy per € 9.750.000 ed Iturbe per € 9.729.000. Nainggolan ha un valore residuo di  € 7.208.000 e Manolas € 6.380.000.

La Gestione Economica

La gestione economica registra il prevalere dei costi operativi sui ricavi operativi.
Nell’ultimo esercizio, i Ricavi consolidati, al netto dei risultati della gestione operativa del parco calciatori, sono pari a € 175 milioni (€ 219,4 milioni nel 2015/16) e segnano un decremento del 20,2%. I Costi Operativi consolidati al 30 giugno 2017, sono pari a € 209,8 milioni (€ 217,31 milioni nel 2015/16) e segnano un decremento del 3,5% circa.
In definitiva, nel 2016/17, i ricavi operativi sono diminuiti in misura percentuale maggior di quella dei costi operativi.




I Ricavi.

La composizione del fatturato di AS Roma non mostra una struttura equilibrata tra le varie fonti di ricavo, a causa della bassa incidenza dei ricavi commerciali, quindi è “teledipendente”, a questo si deve aggiungere che una parte dei proventi UEFA sono classificati tra i ricavi da gare.




I ricavi della Roma, come la maggior parte delle squadre italiane, dipendono principalmente dai diritti TV, che risultano pari a € 105,6 milioni (€ 133,46 milioni nel 2015/16) ed incidono per il 60,3%, con un decremento di € 27.886.000. Occorre evidenziare che AS Roma, per quanto riguarda i proventi UEFA, contabilizza nei ricavi per diritti TV solo la quota parte del Market pool; mentre, la quota rimanente è considerata come ricavi da gare.
Pertanto, per quanto riguarda i diritti TV, la quota parte del Market pool riconosciuta per la partecipazione ai play-off di UEFA Champions League, ha fruttato solo € 10.612.000 (€ 48 milioni nel 2015/16) a causa dell’eliminazione ed € 8.202.000 di euro, per la UEFA Europa League.
Nel 2015/16 furono contabilizzati € 3.956.000, come conguaglio per la partecipazione alle competizioni UEFA nella stagione sportiva 2014/2015. I proventi TV “LNP Serie A – diritti Campionato Serie A” sono pari a € 73 milioni (€ 70,28 milioni nel 2015/16); mentre i proventi TV Tim Cup sono pari ad € 4,9 milioni (€ 2,65milioni nel 2015/16). La commercializzazione della Library A.S. Roma e del canale tematico “Roma TV” ha fruttato rispettivamente ricavi per € 4.138.000 (€ 4,1 milioni nel 2015/16), ed € 2.484.000 (€ 2,4 milioni nel 2015/16). La commercializzazione dell’accesso al segnale delle gare casalinghe della squadra, ha determinato ricavi per € 1.645.000 (€ 1.537.000 nel 2015/16).

I ricavi da gare diminuiscono del 32,4%, precisamente di € 16,9 milioni, segnando la cifra di € 35,2 milioni (€ 52,1 milioni nel 2015/16). Tali ricavi incidono sul fatturato per il 20,1%.
Tra i ricavi da gare sono contabilizzati: il ‘participation bonus’ della Champions League per € 3 milioni (€ 12 milioni nel 2015/16); i ricavi da biglietteria delle gare casalinghe della Champions League per € 1.192.000 (€ 8,5 milioni nel 2015/16). Nel 2015/16 era stato conteggiato anche il ‘performance bonus’ della Champions per € 8,5 milioni. La partecipazione alla UEFA Europa League ha determinato il conseguimento di proventi per € 8.460.000, di cui € 2.600.000 per il Partecipation bonus; ed € 3.413.000 per il ‘performance bonus’ ed € 2.447.000 per ricavi da biglietteria.
I ricavi da biglietteria delle gare di Campionato sono stati pari a € 10.288.000 (€ 9,5 milioni nel 2015/16). I ricavi da abbonamenti della stagione sportiva 2016-2017, con circa 18.983 tessere, hanno determinato un ricavo pari a € 9.085.000, in calo di € 574 mila rispetto al 2015/16, quando toccarono la cifra di € 9.659.000 nel 2015/16 con 24.157 abbonamenti.
La Tim Cup ha permesso di incassare € 2.185.000 (€ 125 mila nel 2015/16), invece le amichevoli hanno permesso di ricavare € 986.000 (€ 3.779.000 nel 2015/16).

I ricavi da sponsorizzazioni ammontano a € 5.397.000 (€ 5.064.000 nel 2015/16) e hanno un’incidenza del 3,1%, con una variazione positiva dello 6,6%. Tali proventi si riferiscono esclusivamente alla sponsorizzazione NIKE, relativa al contratto del mese di agosto 2013.

I proventi pubblicitari risultano in aumento da € 10.633.000 a € 10.831.000. L’incidenza sul fatturato è del 6,2%. I proventi pubblicitari sono inclusivi della vendita dei pacchetti “Premium Seats Corporate” dello Stadio Olimpico.

Gli “Altri ricavi delle Vendite e delle prestazioni”, risultano pari a € 8.056.000 (€ 5,4 milioni nel 2015/16) ed incidono per il 4,6% sui Ricavi consolidati. Tali ricavi riguardano le attività commerciali di Merchandising e Licensing della Soccer SAS e registrano un incremento di € 2.651.000.
Gli altri proventi diminuiscono da € 12.730.000 a € 9.631.000. Tale voce include indennizzi assicurativi infortuni calciatori per € 2.052.000 (€ 3.675.000 nel 2015/16) e il contributo della Lega Nazionale Professionisti per € 2.206.000 (€ 1.950.000 nel 2015/16).

La Gestione Economica del Parco Calciatori.

La Gestione operativa del parco calciatori vede il prevalere dei componenti positivi per € 79.076.000 (€ 64,2 milioni nel 2015/16).

Le plusvalenze sono pari a € 95.166.000 (€ 77,5 milioni nel 2015/16) e hanno riguardato i seguenti calciatori: Salah ceduto al Liverpool per € 42 milioni, con una plusvalenza di € 27.907.000; Rudiger ceduto al Chelsea per € 33.403.000, con una plusvalenza di € 25.485.000; Paredes ceduto allo Zenit per € 26.156.000, con una plusvalenza di € 22.242.000; Frattesi ceduto al Sassuolo per € 5 milioni, con una plusvalenza di pari importo; Liijaic ceduto al Torino per € 8,5 milioni, con una plusvalenza di € 4.791.000.

Le Minusvalenze ammontano a 327 mila Euro (€ 902 mila nel 2015/16) e riguardano Golubovic (Novara) per 234 mila euro; Casasola (Alessandria) per 36 mila euro; Flueras (Siviglia) per 37 mila euro; Pop Ionut (Alessandria) per 11 mila euro e Frascatore (Sudtirol), per 9 mila euro.
I proventi relativi ai prestiti ammontano a 4,6 milioni di Euro e riguardano: Doumbia (Basilea FC) per € 1.500.00; Castan (Sampdoria) per € 500 mila euro; Zukanovic (Atalanta) per € 1 milione; Ricci (Sassuolo) per € 500 mila e Sadiq (Bologna) per € 1.100.000.

Gli oneri per l’acquisizione temporanea di calciatori ammontano a € 5.452.000 (€ 16,9 milioni nel 2015/16) e riguardano principalmente i calciatori: Mario Rui (Empoli) per € 2.076.000; Juan Jesus (Inter), per € 1.153.000; Fazio (Tottenham), per € 1.200.000 e Szczesny (Arsenal), per 400 mila Euro.

I Costi.

In base all’art. 62 del Regolamento del Fair Play Finanziario, la U.E.F.A. può richiedere maggiori informazioni economiche e finanziarie e chiarimenti ai club che presentano un costo del personale tesserato (rappresentato da stipendi e ammortamenti) superiore al 70% dei ricavi.

Il costo del personale ammonta a € 145.026.000 (€ 154.985.000 nel 2015/16) ed incide per il 70,63% sui ricavi operativi e per il 82,8% sui costi operativi. Il costo del Personale tesserato ammonta a € 128.983.000 (€ 141.831.000 nel 2015/16) ed incide per il 73,7% sui ricavi operativi, oltre i limiti auspicati dal Fair Play Finanziario.

Nell’esercizio sono stati effettuati Ammortamenti e svalutazioni consolidati per € 58.855.000 (€ 54.581.000 nel 2015/16), di cui € 53.444 .000 (€ 46.480.000 nel 2015/16) riferiti a diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori.
L’incidenza degli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori sul fatturato è del 30,5%.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,73 tale valore sarebbe al di sotto del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2017/18, la cui soglia è di 0,80. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2018/19.
E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 0,8, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 44,9% (68,3% nel 2015/16), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 44,9 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, di circa 26 mesi, e quindi superiore ai 2 anni.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è negativo per € 14,8 milioni e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si perderebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 3,8 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero guadagnati circa 3,6 Euro.

Le Spese per godimento beni di terzi ammontano a € 9.793.000 (€ 8.302.000 nel 2015/16), e riguardano principalmente l’affitto dello Stadio Olimpico per € 3.399.000; i Canoni di locazione degli “A.S. Roma Store” per € 1.277.000 (€ 470 mila, nel 2015/16) e l’affitto di Trigoria, riconosciuto ad A.S. Roma Real Estate, per € 2.700.000 (€ 2.700.000 nel 2015/16). Il contratto di affitto scadrà il 31 dicembre 2018, con facoltà di tacito rinnovo per un ulteriore periodo di sei anni.

I costi specifici tecnici, pari a € 4.961.000 (€ 5.863.000 nel 2015/16), comprendono i costi per consulenze tecnico-sportive e collaborazioni tecniche, per € 3.514.000 (€ 3.067.000 nel 2015/16).

Le spese generali ed amministrative, risultano diminuite da € 20.138.000 a € 18.697.000, di cui € 175.000 per Emolumenti al Consiglio di Amministrazione (€ 1.354.000 nel 2015/16) ed Euro 6.171.000 (€ 6.630.000 nel 2015/16) per Spese per consulenze professionali. Tali spese includono compensi per € 66 mila riconosciuti alla controllante NEEP Roma Holding per servizi Corporate, come nel 2015/16. I costi di produzione di “Roma TV” e “Roma Radio” aumentano da € 4.130.000 a € 4.696.000.
Negli oneri diversi di gestione pari a € 5.711.000 (€ 4.933.000 nel 2015/16) figurano i Costi accesso segnale televisivo LNP per € 1.229.000 (€1.067.000 nel 2015/16). Nel 2015/16 figuravano anche gli oneri di progettazione del nuovo stadio per € 58 mila (€ 541 mila nel 2014/15 ed € 415 mila nel 2013/14). Nel 2014/15, figurava anche la sanzione di € 2 milioni, prevista nell’accordo transattivo sottoscritto con l’UEFA in data 8 maggio 2015.

Nel 2016/17, aumenta di molto il peso negativo della Gestione finanziaria da € 18,3 milioni a € 21,3 milioni. La voce principale riguarda gli Interessi passivi del finanziamento “Facility agreement” per € 15.390.000 (€ 16.103.000 nel 2015/16).
Rispetto al 2015/16 figurano anche Proventi per adeguamenti crediti / debiti commerciali per € 2.350.000 e Oneri per adeguamenti crediti / debiti commerciali per € 4.857.000.

Il Break-even result.

Il bilancio consolidato 2016/17 unitamente a quello relativo al 2015/16 e 2013/14 costituisce bilancio oggetto del quinto periodo di monitoraggio ai fini del Fair Play Finanziario.

Sottoscrivendo l’atto di transazione con l’UEFA, AS ROMA SpA si era impegnata a registrare un “aggregate breakeven result” per il 2014/15 e 2015/16, con una perdita inferiore ai 30 milioni di Euro. Tale obiettivo è stato raggiunto; tuttavia non è stato rispettato l’impegno a raggiungere il Pareggio di Bilancio, inteso come surplus o come perdita nei limiti della soglia di tolleranza, per il periodo di monitoraggio della stagione sportiva 2017/18 (relativo agli esercizi 2015/16, 2016/17 e 2016/17).

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 36.095.000. Nel 2015/16, il risultato prima delle imposte era negativo per € 6.750.000, nel 2014/15 era negativo per € 37.218.000. Pertanto, l’aggregato del risultato prima delle imposte, relativo al quarto periodo di monitoraggio, è negativo per € 80.063.000, da tale aggregato bisogna escludere i costi non rilevanti, e rispettare la soglia di tolleranza dei 30 milioni di Euro. In base a quanto scritto dagli Amministratori tale parametro non è stato rispettato.
Tra le cause del mancato rispetto di tale parametro si potrebbero indiduare il mancato accesso alla fase a gironi di UEFA Champions League e il mancato realizzo di un’altra plusvalenza importante entro il 30 giugno 2017 (Manolas).

Il Nuovo Stadio.

Nella Relazione Finanziaria Annuale sono riportate alcune notizie sul Nuovo Stadio.
Il Comune di Roma, il 30 marzo 2017, ha confermato l’interesse alla realizzazione del Nuovo Stadio della Roma, con delle varianti progettuali. La società Eurnova srl ha depositato la documentazione di adeguamento, per la revisione e conferma del pubblico interesse.
Al momento della redazione del bilancio si à in attesa del nulla osta da parte della Regione Lazio,  che ha convocato la nuova Conferenza di Servizi a partire dal 29 settembre 2017. La nuova Conferenza dovrà pronunciarsi entro il termine massimo di tre mesi sull’intero nuovo progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle.

Conclusioni.

Per il 2017/18, si verificherà un aumento per i proventi UEFA derivanti dalla partecipazione alla fase a gironi della UEFA Champions League 2017/18; mentre, nel 2016/17 si sono registrato solo proventi derivanti dalla partecipazione ai play-off di UEFA Champions League 2016/17 e i proventi derivanti dalla partecipazione all’UEFA Europa League

Gli Amministratori prevedono un Risultato economico, ancora negativo, ma in significativo miglioramento rispetto all’esercizio chiuso al 30 giugno 2017. Tuttavia i risultati economici continueranno a dipendere dai risultati sportivi e dalle plusvalenze dei calciatori che saranno realizzate nell’esercizio.
Sulle plusvalenze gli Amministratori confidano molto, anche per garantire i fabbisogni finanziari dell’attività operativa. Essi hanno ribadit che i diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori, hanno un valore di mercato complessivo ampiamente superiore al valore contabile e questa circostanza “rappresenta una solida base di sicurezza per la continuità aziendale”.


lunedì 9 ottobre 2017

Bilancio Juve 2016/17: terzo utile consecutivo e record di fatturato.



Luca Marotta


Il bilancio 2016/17 di Juventus Footbal Club S.p.A. mostra, per la terza volta consecutiva, un utile netto d’esercizio, che è stato pari a Euro 42.567.924 (€ 4,06 milioni nel 2015/16), un patrimonio netto positivo per € 93.773.793 (€ 53,38 milioni nel 2015/16) e un indebitamento finanziario netto pari a € 162,5 milioni (€ 199,4 milioni nel 2015/16).

Il bilancio 2016/17 conferma il fatto che la Juventus sia una società solida. Per quanto riguarda le prospettive di sviluppo, occorrerà incrementare ulteriormente i ricavi e soprattutto quelli commerciali. Tuttavia, occorre evidenziare che i buoni risultati economici sono stati garantiti dalla partecipazione costante alla UEFA Champions League, con la disputa due finali negli ultimi tre anni, e facendo leva sul player trading, vedasi le plusvalenze di Pogba e altri.

In estrema sintesi, anche per il 2016/17, il bilancio conferma il trend positivo di netto miglioramento dell’andamento economico, soprattutto se si fa il confronto con la perdita di € 95,4 milioni del 2010/11 e se si considera il fatto che il bilancio 2016/17 è il terzo consecutivo chiuso con un utile di esercizio. Inoltre, si deve considerare che il fatturato dal 2010/11 è cresciuto con un CAGR del 17,8%.

Per quanto riguarda il 2017/18, gli Amministratori prevedono un risultato economico in perdita, che dipenderà dall’andamento dei risultati sportivi ed in particolare della UEFA Champions League.
Sul fronte delle plusvalenze l’esercizio 2017/18 non sarà da meno al 2016/17, perché si potrà contare su un buon apporto derivante dai disinvestimenti effettuati nella prima fase del calciomercato per circa 73,86 milioni di euro; si pensi alla plusvalenza realizzata con la cessione di Bonucci Leonardo all’AC Milan che è stata di Euro 38.248.000.

In ogni caso, l’obiettivo societario è quello di consolidare il sostanziale equilibrio della gestione economica raggiunto negli ultimi esercizi.

Dal punto di vista sportivo, la stagione 2016/17, ha visto la Juventus vincere per la sesta volta consecutiva il campionato italiano di Serie A, la vittoria per la dodicesima volta della Coppa Italia, e la disputa della finale di UEFA Champions League, persa col Real Madrid.

La Capitalizzazione di Borsa.

La Capitalizzazione di Borsa, può essere considerata come un valore indicativo della società e si ottiene moltiplicando il numero delle azioni per il valore di mercato. Le azioni Juventus sono quotate al Mercato Telematico Azionario della Borsa Italiana.
Durante il periodo dal 01/07/2016 al 30/06/2017, l’andamento della quotazione in borsa si desume dal seguente grafico della Borsa Italiana.




Nel periodo 1/7/2016-30/6/2017, il valore più elevato si è toccato il 03/05/2017 con € 1,04 per azione e quello più basso il 06/07/2016 con € 0,2490 per azione. Il 18 agosto 2017, l’azione quotava € 0,7040.
Di conseguenza il valore di capitalizzazione di borsa, durante l’esercizio 2016/17, è oscillato tra
€ 250,9 milioni e un miliardo di Euro.



L’aumento di valore in Borsa della Società Juventus FC SpA è un dato oggettivo: il 14 settembre 2016 il valore di capitalizzazione di borsa era di circa 318 milioni di Euro; il 14 settembre 2017 il valore di capitalizzazione di borsa era di circa 796 milioni di Euro.

La rivista americana Forbes ha valutato la Juventus 1.258 milioni di dollari USA, collocandola al nono posto della sua classifica, prima tra le squadre italiane. Nella precedente classifica la rivista americana valutava la Juventus 1.299 milioni di dollari USA, collocandola al nono posto, sempre prima tra le squadre italiane.

In ogni caso, tale valore è solo indicativo, perché quando si vendono o comprano pacchetti di controllo di società quotate in borsa, molto spesso emergono altri valori. Si pensi all’obbligo di lanciare un’OPA. Si deve aggiungere che nel bilancio della Juventus non risulta valorizzato il marchio e un’eventuale trattativa, ovviamente, ne deve tener conto.

La classifica Brand Finance Football 50 colloca la Juventus al dodicesimo posto, prima tra le squadre italiane, con un valore del Brand pari a 492 milioni di dollari USA. Nella precedente edizione collocava la Juventus all’undicesimo posto, sempre prima tra le squadre italiane, con un valore del Brand pari a 287 milioni di dollari USA.

Juventus è controllata, in base alla situazione aggiornata sulla base delle comunicazioni pervenute alla Consob fino al 16/08/2017, per il 63,766% da EXOR S.p.A., invece Lindsell Train Ltd. detiene il 10,010% del capitale sociale e la parte restante costituisce il flottante.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.




Il totale delle attività risulta in aumento del 46,7%, assestandosi a 847,2 milioni di Euro (€577,5 milioni nel 2015/16).
La presenza dello stadio di proprietà rende la struttura del bilancio della Juventus, rispetto a quella di altri club italiani, più vicina agli standard degli altri club europei. Il peso sul totale dell’attivo della voce “Terreni e fabbricati”, al netto degli ammortamenti, è del 15,9% circa. La diminuzione del peso percentuale, rispetto al 2015/16 che era di 23,5%, è dovuta all’aumento del peso percentuale dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.  Il peso dei diritti pluriennali sul totale dell’Attivo è del 35,6% (32,2% nel 2015/16).
La voce terreni e fabbricati aumenta dello 0,4%, da € 135.555.977 a € 135.074.898. Gli investimenti effettuati hanno riguardato i lavori di allestimento del nuovo negozio ufficiale di vendita dei prodotti a brand Juventus. Tale voce comprende: i terreni del Centro Sportivo di Vinovo (“Juventus Training Center”) per € 5 milioni; I terreni adiacenti il Cestro Sportivo per € 10.800.000; i fabbricati del Centro Sportivo di Vinovo (“Juventus Training Center”) per € 16.549.000; lo Stadio “Allianz Stadium”, lo “Juventus Museum” e lo “Juventus Megastore” per un valore contabile netto complessivo di € 102.726.000;.

L’attivo corrente, comprensivo degli anticipi a fornitori correnti, risulta inferiore al passivo corrente, comprensivo degli anticipi da clienti correnti, di € 161,5 milioni (-€ 139,9 milioni nel 2015/16), conseguenza, molto probabilmente, degli investimenti realizzati.
Il capitale investito netto risulta aumentato di 3,5 milioni di Euro circa.




L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale risulta in aumento ed è pari a 1,124 (1,102 nel 2015/16), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,62 (0,48 nel 2015/16), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.
Tuttavia nel caso in questione i debiti a breve comprendono anticipi da clienti correnti per € 24.493.311.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, è l’indicatore più importante del Fair Play Finanziario italiano ed è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,65, superiore alla soglia minima del 2017/18 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2018/19.
Nel caso in cui non fosse stata rispettata la soglia minima si sarebbe potuto colmare la differenza con versamenti in conto futuro aumento di capitale; aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato; finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci. Inoltre il rispetto degli altri due indicatori del Fair Play Finanziario italiano avrebbe potuto ridurre l’importo da colmare di 2/3.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio netto al 30 giugno 2017 è positivo per € 93.773.793 (€ 53,4 milioni nel 2015/16) e finanzia l’11,1% dell’attivo.
La variazione positiva di 40,39 milioni di Euro, rispetto al patrimonio netto del 30 giugno 2016, è dovuta sostanzialmente all’utile dell’esercizio registrato (€ 42,57 milioni) e alla movimentazione della Riserva da fair value attività finanziarie (€ -2,05 milioni) e della Riserva da utili/(perdite) attuariali (-€ 127.775).
Il Patrimonio Netto, essendo positivo, è conforme a quanto stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario.
Al 30 giugno 2017, il capitale sociale della società bianconera, interamente sottoscritto e versato, ammonta a € 8.182.133,28 ed è costituito da n. 1.007.766.660 azioni ordinarie senza valore nominale.
Il Patrimonio Netto finanzia il 36,6% del Capitale Investito Netto, pari a € 256,3 milioni (€ 252,7 milioni nel 2015/16), il restante 65,4% è finanziato dall’indebitamento finanziario netto.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, è pari a 0,124 (0,102 nel 2015/16).
Il che sta a significare che il capitale di terzi prevale sui mezzi propri.
Infatti, anche l’equity ratio è pari all’ 11,1%.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti riclassificati iscritti in bilancio al 30.06.2017 ammontano a € 672,1 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 432,9 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,55, leggermente superiore alla soglia massima consentita per il 2017/18 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,5. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2018/19.
E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Indebitamento, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 1,5, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

La Posizione Finanziaria Netta.

Secondo il regolamento del Fair Play Finanziario, l’indebitamento di natura finanziaria al netto delle disponibilità liquide, cui va aggiunto il saldo tra crediti e debiti da calciomercato, non deve essere superiore ai ricavi. Non si dovrebbero conteggiare i debiti contratti per investimenti in infrastrutture sportive come lo Stadio e il Centro Sportivo.
L’indebitamento finanziario netto, al 30 giugno 2017 è pari a € 162,5 milioni ed è in diminuzione del 18,5% rispetto ai 199,4 milioni del 30 giugno 2016.




Il totale lordo dei debiti finanziari aumenta da € 232,1 milioni del 30/06/2016 a € 306,6 milioni del 30 giugno 2017, di cui € 112,7 milioni a breve termine.
I debiti verso le società di factoring diminuiscono da € 136,4 milioni a € 119,1 milioni.
Rispetto al 30 giugno 2016, il debito verso l’Istituto per il Credito Sportivo diminuisce da € 48,7 milioni a € 43 milioni. Trattasi di un debito “virtuoso” e la rata classificata tra i debiti a breve è di € 6 milioni. I debiti verso le banche aumentano da € 39,3 milioni a € 144,5 milioni, di cui € 67,6 milioni a breve termine. I debiti verso società di Leasing, risultano azzerati, nel 2015/16 erano pari a € 7,7 milioni. Tali debiti riguardavano il Centro Sportivo di Vinovo, che fu oggetto di un’operazione di leasing, con Unicredit Leasing S.p.A.. Nel luglio 2016 Juventus ha esercitato l’opzione per il riscatto dello Juventus Training Center di Vinovo ed ha acquisito da Unicredit Leasing S.p.A. la proprietà dello stesso, versando € 7,7 milioni.
Al 30 giugno 2017, la Società dispone di linee di credito bancarie per € 465,6 milioni.
Le Disponibilità liquide aumentano da € 28,6 milioni a circa € 140 milioni. Le attività finanziarie non correnti pari a € 4,1 milioni, rimangono invariate, poiché si riferiscono a liquidità depositata su conto corrente a garanzia del mutuo contratto con l’Istituto per il Credito Sportivo.

Il saldo tra debiti e crediti da calciomercato è negativo per € 120,8 milioni (€ -78,4 milioni al 30/06/16).
I Crediti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti sono pari a € 94,8 milioni (€ 70,8 milioni, al 30/06/16).
I Debiti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti risultano pari a € 215,6 milioni (€ 149,2 milioni, al 30/06/16).
L’indebitamento finanziario netto della Juventus, con l’aggiunta del saldo tra debiti e crediti da calciomercato, è inferiore ai ricavi e risulta conforme al Fair Play Finanziario.

Altre Passività
Nel passivo non corrente figura la voce “Fondo per benefici ai dipendenti non corrente” per € 10.674.714 (€ 4.540.034 nel 2015/16).
Tale voce si riferisce al piano di incentivazione monetaria di lungo termine 2014/2015–2017/2018 (Long Term Incentive Plan) approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 27 febbraio 2015 che attualmente riguarda i due Amministratori Delegati e 17 dipendenti che occupano posizioni di rilievo nell’impresa. Uno degli obiettivi di tale piano è la fidelizzazione dei beneficiari. L’accantonamento effettuato nell’esercizio 2016/17 è stato di € 6.134.680 (€ 4.540.034 nel 2015/16).

Il Rendiconto Finanziario.




Il rendiconto finanziario illustra i flussi di cassa generati dall’attività operativa, di investimento e finanziaria.
In sintesi, i flussi positivi generati dalla gestione operativa sono stati positivi per € 76 milioni (€ 42,98 milioni nel 2015/16), i flussi legati all’attività di investimento sono stati negativi per € 33,3 milioni; mentre i flussi di cassa generati dall’attività di finanziamento sono stati positivi per 27,8 milioni. Pertanto, il flusso di cassa generato durante l’esercizio è stato positivo per 70,53 milioni di Euro, pari alla variazione delle disponibilità liquide al netto dei saldi bancari passivi.

Per quanto riguarda l’attività di investimento, gli investimenti in diritti pluriennali calciatori hanno determinato l’assorbimento di flussi per € 252.338.708 (€ 160.891.788 nel 2015/16) compensati in parte da cessioni per diritti calciatori, che hanno determinato flussi positivi per € 193.413.850 (€ 58.384.233 nel 2015/16).
I crediti per cessione diritti pluriennali prestazioni calciatori sono aumentati, determinando flussi negativi, per € 20.196.782, mentre i debiti per acquisto diritti pluriennali prestazioni calciatori sono aumentati, determinando flussi positivi, per € 60.588.404.
Quindi, nell’esercizio 2016/17, l’assorbimento netto determinato dall’attività di “Calciomercato”, che rientra nell’attività di investimento è stato di € 18,5 milioni netti.
La Cessione della partecipazione J Medical S.r.l. ha determinato flussi positivi per € 2.400.000.

Per quanto riguarda l’attività di finanziamento, il Rimborso leasing finanziari ha determinato deflussi per € 7.681.129.

Il Valore della Rosa.

Al 30 giugno 2017, il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 301.960.077 e rispetto al 30 giugno 2016 risulta in aumento di € 115,8 milioni.
Il Costo storico della Rosa della prima squadra è di € 430.258.000 e il relativo fondo di ammortamento ammonta a Euro 182.506.000, con un valore contabile di € 247,7 milioni. Il Costo storico di Altri professionisti è di € 95.706.000 e il relativo fondo di ammortamento ammonta a Euro 43.487.000, con un valore contabile di € 52.219.000. Il Costo storico di Giovani di serie è di € 3.477.000 e il relativo fondo di ammortamento ammonta a Euro 1.488.000, con un valore contabile di € 1.989.000.




L’incremento è dipeso dagli investimenti della Campagna Trasferimenti 2016/17, per € 252,3 milioni (€ 160,9 milioni nel 2015/16), da cessioni per un valore contabile netto di € 53,6,9 milioni (€ 21,9 milioni nel 2015/16) e ammortamenti per € 82,9 milioni (€ 67 milioni nel 2015/16).
Il calciatore col valore contabile residuo più elevato è Higuain Gonzalo Gerardo con € 73.037.000 (costo storico € 9.296.000), seguito da Dybala Paulo Exequiel con € 27.759.000 (costo storico € 41.439.000), Pjanic Miralem con € 26.222.000 (costo storico € 32.778.000); Pjaca Marco con € 22.873.000 (costo storico € 28.591.000); Cuadrado Bello Jan Guillermo con € 19.228.000 (costo storico € 19.940.000); EI Mouttaui-Benatia Medhi con € 15.994.000 (costo storico € 16.720.000);Lobo Silva Alex Sandro con € 15.765.000 (costo storico € 26.275.000) e Mandzukic Mario con € 11.613.000 (costo storico € 22.884.000).
L’ultima Campagna Trasferimenti, conclusasi il 31 agosto 2017, ha comportato complessivamente un aumento del capitale investito di € 86,3 milioni (€ 121,9 milioni nel 2015/16) derivante da acquisizioni per € 98,5 milioni (€ 156,2 milioni nel 2015/16) e cessioni per un valore contabile residuo di € 12,2 milioni (€ 34,3 milioni nel 2015/16). Le plusvalenze nette generate dalle cessioni dell’ultimo Calcio Mercato ammontano a € 73,9 milioni (€ 115,6 milioni nel 2015/16).

Le Partecipazioni

Al 30 giugno 2017, le Partecipazioni ammontano a € 199.040 e riguardano per € 5 mila la partecipazione detenuta in joint venture da Juventus nella società J Medical S.r.l.; per € 190 mila la partecipazione del 40%, detenuta da Juventus nella società Tobeez F&B Italia S.r.l, il cui capitale sociale è pari a € 30 mila e per € 4 mila la partecipazione del 40%, detenuta da Juventus nella società B & W Nest S.r.l, il cui capitale sociale è pari a € 10 mila.
Tobeez F&B Italia S.r.l, al momento non operativa, si occuperà di ristorazione nell’ambito delle attività che saranno realizzate nell’area Continassa e nel comparto EST dello Juventus Stadium.
B & W Nest S.r.l, che non è operativa, si occuperà della gestione del nuovo Hotel in corso di costruzione da parte del Fondo J Village nelle immediate vicinanze della nuova sede e del nuovo centro sportivo.
J Medical S.r.l. è una società a controllo congiunto (joint-venture) di Juventus e Santa Clara S.r.l e svolge l’attività di centro poliambulatoriale, diagnostico, fisioterapico e di medicina sportiva.

La Gestione economica.

La gestione economica è sulla via dell’autofinanziamento, perché i ricavi superano i costi e perché genera flussi positivi di liquidità.
I Ricavi operativi lordi del 2016/17 ammontano a € 562.711.054, mentre nel 2015/16 erano pari a € 387.900.773. La variazione in aumento è stata di € 174,8 milioni (+45,1%).
L’incremento è stato determinato soprattutto dai proventi per gestione calciatori, che hanno segnato un aumento di 104,7 milioni di Euro; dai Diritti radiotelevisivi e proventi media, che hanno segnato un aumento di 37,8 milioni di Euro e dai Ricavi da gare, che hanno segnato un aumento di 14,2 milioni di Euro. I Costi operativi sono aumentati in misura del 33,5%, invece la voce riguardante gli Ammortamenti, accantonamenti e utilizzi di fondi è aumentata del 40%. Pertanto sono risultati decisivi per il verificarsi della situazione di surplus economico la voce riguardante i Proventi da gestione calciatori per € 151.149.536.




Il fatturato netto è aumentato da € 341,5 milioni a € 411,6 milioni. Se si osserva l’evoluzione del fatturato netto, si nota che il fatturato netto è costantemente in aumento dal 2011. Dal 2010/11 al 2016/17, il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto è stato del 17,82%.




I Proventi da cessioni diritti media, nel complesso, aumentano del 19,4%, da € 194,89 milioni a € 232,8 milioni. In particolare, i Proventi da competizioni UEFA aumentano di € 34,7 milioni (+45,9%), da € 75.598.000 a € 110.324.000, per effetto del raggiungimento della finale di UEFA Champions League; mentre, i proventi da media nazionali aumentano da € 116,6 milioni a € 117,7 milioni.

Induttivamente si potrebbe determinare il Market Pool 2016/17, spettante alla Juventus, in 59,6 milioni di Euro, considerando un premio performance di 50,7 milioni di Euro, dovuto a quattro vittorie e due pareggi, oltre al premio fisso per la partecipazione e l’accesso agli ottavi, ai quarti, alle semifinali e alla finale.

I Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità aumentano di € 4,7 milioni, da € 70 milioni a € 74,7 milioni, a causa dei maggiori ricavi derivanti da sponsorizzazioni (€ 3,2 milioni) e dei maggiori premi variabili riconosciuti dagli sponsor (€ 1.5 milioni). I ricavi derivanti dalla parte correlata FCA Italy S.p.A. ammontano a € 21.009.300 e si originano dal contratto di Main Sponsor relativo al marchio “JEEP”.
Già nell’esercizio 2015/16, con i nuovi contratti di sponsorizzazione ‘adidas’ e ‘JEEP’, è aumentata l’incidenza percentuale dei ricavi commerciali sul fatturato netto, anche per via della scelta della gestione diretta del licensing e del retail, che in precedenza era preclusa da altri accordi commerciali.

I Ricavi da vendite di prodotti e licenze aumentano del 42,1%, da € 13.509.887 a € 19.198.979. Su tale fronte esisterebbero ampi margini di miglioramento, si pensi che il Manchester United, nel 2016/17, ha prodotto ricavi dalle vendite al dettaglio, dal Merchandising e Licensing per circa 118 milioni di euro, quasi sei volte quelli della Juventus; tuttavia l’Arsenal, che ha un fatturato netto di circa 476 milioni, evidenzia ricavi da merchandising per circa 30 milioni di Euro, quasi 1,6 volte quelli della  Juventus.




Nel dettaglio, rispetto al 2015/16, i Ricavi da gare aumentano del 32,4%, da € 43,6 milioni a € 57,8 milioni. In effetti, il numero delle gare disputate è aumentato da 52 a 57. Rispetto al 2015/16, figurano gli incassi di due partite casalinghe in più: quarti e semifinali di Champions League. Dal 2010/11 al 2016/17, il tasso di crescita annuale composto (CAGR) dei ricavi da gare è stato del 30,8%.
Per quanto riguarda gli abbonamenti per la stagione 2016/17, sono state sottoscritte tutte le 29.300 tessere a disposizione, per un ricavo netto di € 18,8 milioni (€ 16,9 milioni nel 2015/16), inclusi i Premium Seats e i servizi aggiuntivi. I ricavi da gare di campionato sono aumentati da € 10,25 milioni a € 11.046.000. I ricavi da biglietteria per la UEFA Champions League ammontano a € 12.279.000 e risultano in aumento di € 6.125.000 per il maggior numero di partite. I Ricavi da servizi aggiuntivi gare aumentano da € 4,39 milioni a € 5 milioni. I Ricavi da finali Coppe diminuiscono da € 2,94 milioni a € 2.42 milioni. Gli Ingaggi per gare amichevoli aumentano di 4,72 milioni a € 6.19 milioni. I Ricavi da biglietteria per gare Coppa Italia ammontano a € 1,93 milioni e gli Altri ricavi da gare a € 175 mila.

I proventi da gestione diritti calciatori aumentano di 104,7 milioni di Euro, da € 46,4 milioni a € 151,14 milioni. Tale voce comprende plusvalenze complessive per € 140.309.387 (€ 36,7 milioni nel 2015/16).
I maggiori importi delle Plusvalenze hanno riguardato: Paul Pogba (Manchester United) per € 96.490.000; Kingsley Coman (Bayern Munchen AG) per € 19.477.000; Morata (Real Madrid) per € 15.947.000; Simone Zaza (Valencia) per € 2.835.000; Hernanes (Hebei China Fortune Football Club Co. Ltd) per € 2.176.000 e Magnusson (Bristol City FC) per € 1.439.000 e Isla (Cagliari) per € 557 mila.
I Ricavi per cessione temporanea diritti calciatori risultano pari a € 9.688.000, di cui Euro 5 milioni riguardano il prestito di Simone Zaza al West Ham United FC Limited ed Euro 2 millioni del prestito dello stesso Zaza al Valencia ed Euro 2 milioni per il prestito di Coman al Bayern Munchen AG.
Altri ricavi per bonus, premi di rendimento e contributi di solidarietà sono stati pari a € 1.152.000, di cui € 500.000 per il bonus su Vidal ottenuto dal Bayern Munchen AG.

Gli altri ricavi aumentano del 39,3%, da € 19,4 milioni a € 27.034.664. Le sopravvenienze attive, pari a € 3.040.000, includono i premi addizionali distribuiti a consuntivo dalla UEFA per la partecipazione alla UEFA Champions League 2015/2016. I proventi per iniziative commerciali come “Accendi una Stella”, “Membership”, lo Stadium Tour, il Museo e il “Club Doc” aumentano da € 6.340.000 a € 10.050.000. I Proventi da Lega Nazionale Professionisti Serie A aumentano da € 2.167.000 a € 2.286.000. I Proventi da attività “no match day” e altri proventi stadio aumentano da  € 3.655.000 a € 5.646.000. I Contributi da FIFA/UEFA per convocazioni calciatori in Nazionale diminuiscono a € 347 mila da € 2.758.000.

I Costi operativi, esclusi gli ammortamenti e comprendendo gli oneri della gestione economica dei calciatori, sono pari a € 400,69 milioni (€ 300 milioni, nel 2015/16). La variazione in aumento è stata di € 100,6 milioni, ossia è stata del 33,5%, inferiore all’incremento percentuale dei ricavi operativi lordi (+45,1%).
I costi relativi al personale tesserato aumentano da € 197,7 milioni a € 235,34 milioni, l’incidenza sul fatturato netto è del 57,1% (57,9% nel 2015/16), in linea col Fair Play Finanziario. Le retribuzioni sono aumentate di 23,68 milioni, da € 160,29 milioni a € 183,98 milioni. Gli incentivi all’esodo sono stati pari a 4,97 milioni di Euro (€ 4,6 milioni nel 2015/16). I premi variabili sono aumentati da € 21,14 milioni a € 38,48 milioni.
Il costo del personale non tesserato aumenta da € 23,74 milioni a € 26,48 milioni. L’aumento di 2,8 milioni di Euro è dovuto a maggiori retribuzioni fisse per € 1,2 milioni e a maggiori premi variabili per € 0,6 milioni. Tali premi sono consessi in base al piano di incentivazione monetaria di lungo termine 2014/2015–2017/2018 (Long Term Incentive Plan) a beneficio di alcuni dipendenti che occupano posizioni importanti nella società.
Nel complesso il Costo del Personale ammonta a € 261,8 milioni (€ 221,48 milioni nel 2015/16) e l’incidenza sul fatturato netto è del 63,6% (64,9% nel 2015/16), comunque in linea col Fair Play Finanziario. L’incidenza del costo del personale sui ricavi operativi lordi è più bassa e risulta pari al 46,5% (57,1% nel 2015/16) a causa delle plusvalenze.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,797 tale valore sarebbe al di sotto del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2017/18, la cui soglia è di 0,80. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2018/19.
E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 0,8, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

Per quanto riguarda l’altro Personale, durante il 2016/17, era composto in media da 221 unità lavorative, di cui 17 dirigenti. Il personale impiegatizio, aumenta da n. 153 a n. 167.
Gli Oneri da gestione diritti calciatori aumentano da € 10,9 milioni a € 50.492.000. La maggior parte riguarda gli Oneri accessori su diritti pluriennali calciatori non capitalizzati, pari a € 35.957.000 (€ 4.668.000 nel 2015/16), di cui € 26.154.000 per la commissione per la cessione di Paul Pogba, seguito dalla commissione di Euro 1.300.000 per Sami Khedira.
Gli Oneri per acquisto temporaneo diritti calciatori sono stati pari a € 10.490.000 (€ 3.648.000 nel 2015/16), di cui € 5.000.000 per Cuadrado (Chelsea F.C. Plc); € 3.000.000 per Benatia (Bayern) ed € 1.694.000 per Vadala (C.A. Boca Juniors).
Gli Altri oneri ammontano a € 3.552.000 e si riferiscono principalmente al bonus di € 1 milione per Cuadrado (Chelsea F.C. Plc) e ad altri diritti di opzione.

Gli ammortamenti e svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori aumentano da € 67.046.721 a € 82.949.776. In particolare, gli ammortamenti aumentano di € 15,4 milioni, a € 81,8 milioni e risultano effettuate svalutazioni per € 1.134.000.

Le spese per servizi esterni aumentano del 29,3%, da € 51.503.546 a € 66.578.563. In particolare, le Spese di trasporto, soggiorno e ristorazione aumentano da € 7,5 milioni da € 11 milioni. Tale incremento è dipeso dal maggior numero di gare. Le Spese di sicurezza e accoglienza ammontano a  € 2.597.000. Le spese di manutenzione, variano di poco da € 5.062.000 € 5.093.000.
Gli “Emolumenti a CdA e Organi Sociali” aumentano da € 4,97 milioni a € 5.436.000.
Le “Consulenze si incrementano di € 3.617.000, da € 3.156.000 a € 6.773.000 per effetto delle nuove iniziative commerciali sviluppate nel 2016/17.
Il risultato operativo è positivo per € 67.377.431 e risulta in miglioramento rispetto al risultato operativo del precedente periodo che era positivo per € 20,2 milioni. Viene confermato anche nel 2016/17 il trend in miglioramento.
La gestione straordinaria comprende Altri ricavi non ricorrenti, pari a € 350.000. Nel 2015/16 era positiva per € 10,6 milioni, a causa dei proventi netti derivanti dall’apporto al fondo immobiliare “J Village” della titolarità di gran parte dei diritti di superficie e diritti edificatori per 10,3 milioni.

I Proventi finanziari ammontano a € 4.273.000 (€ 2.409.000 nel 2015/16) e sono composti da: Proventi finanziari da attualizzazioni per € 3.873.000; Interessi attivi per € 115 mila e Altri per € 285.000.
Gli oneri finanziari risultano pari a €  11.969.000 (€ 10.354.000 nel 2015/16) e riguardano: Interessi passivi e commissioni per € 6.106.000; Oneri finanziari da attualizzazioni per € 5.764.000; Oneri finanziari da strumenti derivati per € 31.000 e Altri oneri per € 68.000.

La Quota di pertinenza del risultato di società collegate e joint venture risulta negativa per € 1.266.633.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi e rapportandoli alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 79% (73,8% nel 2015/16), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 79 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, di circa quindici mesi, superiore all’anno.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è positivo per € 67.377.431 e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 9,5 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero guadagnati circa 3,8 Euro.

Il Punto di Pareggio.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 58.414.719. Nel 2015/16 era positivo essendo pari a € 11,6 milioni, nel 2014/15 era di poco positivo per € 10,8 milioni.
La Juventus risulta rispettare i limiti del “break-even” del Fair Play Finanziario, che tollera una perdita cumulata per gli esercizi 2014/15, 2015/16 e 2016/17 di 30 milioni, anche perché nella determinazione del “break-even result” non si considerano alcuni elementi come: gli altri ammortamenti; plusvalenze e minusvalenze determinate da attività fisse che non siano i calciatori; gli oneri finanziari determinati da investimenti “virtuosi”; le spese per il settore giovanile.

Il risultato netto dell’esercizio 2016/17 è positivo per 42.567.924. Nel 2015/16 era positivo per € 4 milioni. Nell’esercizio 2014/15 era positivo per € 2,3 milioni. Anche a livello di risultato netto si può parlare di conferma del trend di netto miglioramento.

Conclusioni.

L’ obiettivo dell’aumento dei ricavi, per i prossimi anni, passerà necessariamente attraverso l’aumento dei ricavi commerciali, anche perché a livello di ricavi da gare esistono limitati margini di miglioramento ed i ricavi televisivi nazionali, al momento, non riescono ad essere valorizzati ulteriormente.
La Campagna Abbonamenti per la stagione 2017/2018 si è chiusa con la sottoscrizione di tutte le 29.300 tessere a disposizione per gli abbonamenti, per un ricavo netto di € 25,7 milioni, inclusi i Premium Seats e i servizi aggiuntivi, contro i € 24,1 milioni della stagione precedente con 29.300 tessere.

Gli Amministratori prevedono per il 2017/18 un risultato negativo, che dipenderà dalle prestazioni sportive in UEFA Champions League. L’obiettivo della Società è quello di consolidare il trend di miglioramento dei risultati economici come negli ultimi esercizi.

L’attuale gestione economica della Juventus sembrerebbe continuare ad essere influenzata dal risultato sportivo, almeno nel breve termine. Nel 2016/17, per varie circostanze, è stata utilizzata la leva del Player Trading, che ha permesso di acquisire ulteriore solidità.
Si potrebbe delineare uno scenario che contempli l’utilizzo della solidità acquisita, anche facendo leva sul player trading,  per un miglioramento della posizione finanziaria coniugato con investimenti necessari per mantenere un’elevata competitività sportiva, almeno a livello nazionale, necessaria per attingere ai proventi derivanti dalle competizioni europee, che potrebbe risentire degli effetti dell’ultima campagna trasferimenti, che ha alterato gli equilibri con i trasferimenti record di Neymar e Mbappé.